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venerdì 6 gennaio 2017

Tutte le parole del 2016 che vorremmo dimenticare

Caro neonato e magnanimo 2017, vengo a te con una lista di piccole cose che mi sento di chiederti per i prossimi 365 giorni: si tratta di far sparire dal linguaggio parlato alcune parole e modi di dire più fastidiosi di un film di Natale con Alessandro Siani e Paolo Ruffini. E se ti sentissi in vena di concessioni, potresti anche eliminare fisicamente quanti ne fanno uso.

Per semplificarti un po' il compito mi prendo la libertà di darti alcuni preziosi suggerimenti.

parole usate 2016

Tanto per cominciare potresti far sparire l'abuso della parola establishment, non perché non serva, ma perché ormai se ne fa un uso talmente distorto dimenticando che esiste da migliaia di anni ed è stato sinonimo di oligarchia in alcuni periodi, di élite in altri, di casta di recente; e non ci si accorge che si tratta solo di un capro espiatorio nel momento in cui l'economia non gira bene. E mi viene spontaneo, caro 2017, chiederti di eliminare sondaggi, di certo tra le parole più sopravvalutate del 2016.

Così come l'abuso di "il fronte del", per indicare una parte di votanti, mi fa venire voglia di prendere la fronte di chi l'ha inventato e sbatterla ripetutamente contro un frigorifero. Quindi 2017 benevolo, agisci tu. E visto che ci sei, portati gentilmente via anche il presidente non eletto dal popolo, così come i gufi, i giaguari, le vacche, le volte buone, i referendum, i mandare a casa e la governabilità! E se non chiedo troppo anche Salvini.