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venerdì 27 novembre 2015

E se Poletti, Fornero & co avessero ragione?


Forse ai politici questa cosa di prendersela con gli alacri studenti modello italiani sta un po' sfuggendo di mano. A prescindere dal Ministero, dal ruolo, dal governo, dalle intese larghe o strette, dalla gente con cui Buzzicano a cena, dai figli propri che riescono a sistemare e dalle lauree che non tutti posseggono, molti politici nostrani si sono sentiti in dovere di strigliare i giovani italiani più o meno laureandi o in cerca di occupazione.

Dopo le prime avvisaglie dateci da Padoa-Schioppa sul finire del 2007, che criticò i giovani che ancora dimoravano sotto la gonna di mamma e papà, l'anno d'oro fu senza dubbio il 2012. Le violente filippiche presero avvio già a gennaio per bocca di tale Michel Martone, che di professione non faceva l'estetista ma il Viceministro del Lavoro del governo Monti. Giovane enfant prodige spingeva i giovani a laurearsi presto e non pascolare nelle patrie università. E lui di spinte pare ne fosse edotto. Per rafforzare il concetto e per sembrare gggiovane mutuò il termine dallo slang adolescenziale.


Continuò Mariuzzo Monti nel febbraio 2012, tre legislature non elette fa. "I giovani devono abituarsi all'idea che non lo avranno. Che monotonia il posto fisso, è bello cambiare" affermò dalla sua seggiola di senatore a vita. All'epoca mi risentii.

Rincarò la dose la Madonna delle lacrime Elsa Fornero che, a ottobre 2012, osò definire i laureati choosy, colpevoli di non accettare il primo lavoro gli viene offerto perché non troppo di loro gradimento.

giovedì 2 febbraio 2012

Il posto fisso sarà pure monotono, ma io non ci sputerei sopra!

"I giovani devono abituarsi all'idea che non lo avranno. Che monotonia il posto fisso, è bello cambiare" (cit. Mariuzzo Monti, un lavoratore cangiante)

PROLOGO
Dice lui! Il nostro arzillo presidente comincia ad accusare lo stress di mesi di straordinario lavoro governativo (gli va riconosciuto, in pochi mesi ha messo mano a progetti (validi o meno) che la classe politica italiana non è riuscita nemmeno a sfiorare in più legislature) e scade in qualche uscita di "cavalleresca" memoria.
DOMANDA
Caro Monti secondo te se un giovane neo laureato o neo diplomato, proveniente da una famiglia modesta, senza amici e parenti famosi, senza la possibilità di farsi raccomandare, senza un conto in banca, con un'istruzione media, che non può più pesare sulle spalle dei suoi (che magari devono mantenere altri fratelli) ricevesse un contrattino a tempo inderminato, per un lavoro anche noioso, monotono, banale (come dir si voglia) ma dignitoso, tu, dall'alto della tua posizione, carriera, esperienza, dico, tu pensi che lo rifiuterebbe?
SOGNO
Credi che a me non piacerebbe iniziare a lavorare in un'azienda curando le campagne pubblicitarie di un noto prodotto, diventando ricco; e poi lasciare tutto, perchè tanto ho la copertura economica, e iniziare a coltivare la passione per il musical, trasferirmi a Broadway e debuttare come prima soubrette (esiste?) dello spettacolo che incassa di più nella stagione; e poi stanco del successo, cominciare a fotografare per le strade di Parigi o di Lima e venire assunto come fotoreport del Times; ma poi ormai stanco ritirarmi nella mia cascina in Toscana, a scrivere le mie memorie, che vengono pubblicate dalla casa editrice più importante in Italia, diventano un caso letterario e mi permettono di essere assunto come direttore editoriale a vita; e infine ricevere il premio Lavoratore più intraprendente e camaleontico dell'anno, indetto da lei e la sua ministra del welfare Lynette Scavo (nome pubblico Elsa Fornero). Credi che non mi piacerebbe?

Elsa Scavo e Lynette Fornero

REALTA'
Ma io, che rientro in quasi tutti i casi sopra citati, nel mio piccolo sto per conseguire la mia laurea magistrale, ho sfruttato e sto sfruttando tutte le possibilità di crescita e di esperienza che mi sono capitate e che mi capitano, cerco di pesare il meno possibile sulle spalle della mia famiglia, e se trovassi un monotono posticino da insegnante di scuole medie o superiori non ci sputerei di certo sopra. Potrà essere accontentarsi, potrà essere non mirare in alto, ma in tanto con un monotono e modesto stipendio posso coltivare altre passioni, hobby e cercare nel frattempo qualcosa di meglio, senza però gravare sul portafogli di papà e cominciando a versare qualche contributo per una lontanissima pensione.
EPILOGO 
Che tutto questo sia monotono sono d'accordo con lei, ma aggiungerei anche necesario e dignitoso.
Fantozzi in "Un lavoro monotono"