Nessuno avrebbe mai pensato di vedere questo giorno: l'uomo senza vergogna, l'ex-tutto Silvio Berlusconi, è stato messo in imbarazzo da una domanda scomoda di Jeremy Paxman, giornalista della BBC.
"Lei ha un problema con Angela Merkel? E' vero che le ha dato della culona inchiavabile?"
Nulla di nuovo se diciamo che l'Italia è un paese sessista e machista. Nulla di nuovo se diciamo che la donna che siamo abituati a vedere in Tv è o una brava donna di casa o una zoccola. Così com'è non è nuovo il fatto che le donne che primeggiano nella scena pubblica contemporanea siano o ex veline o igieniste dentali che si sono concentrate particolarmente sull'arcata inferiore.
Dalla rivolta delle donne capeggiata da Lisistrata a Berlusconi pare nulla sia cambiato in questo mondo. Poi se guardiamo un po' più in là della nostra pizza e degli spaghetti, vediamo che in altri stati le donne lavoratrici hanno incentivi se restano incinte, o che in alcuni paesi si possono sposare addirittura i gay, o che una donna singola può avere un figlio.
PARENTESI LINGUISTICA
In Italia le vicende amorose della Belen di turno e il campionato di calcio catalizzano le energie mentali degli italioti, popolo dalla morale incorruttibile. Popolo che ama vedere la donna al suo posto. Un paese in cui anche la lingua, l'idioma, potrebbe essere tacciata di sessismo. Avete mai sentito dire "Tira fuori la patata, fai la donna per una volta!". Oppure "Non lo farai mai, non hai la vagina!", o meglio "Chi porta la gonna qui?". Agli attributi maschili viene conferita una supremazia atavica, riconosciuta socialmente. Come se con gli spermatozoi e basta si potesse concepire. Le palle la spuntano sempre sull'organo di riproduzione femminile (Miley Cyrus non la penserebbe così!). "Non capisci un cazzo!", avete mai sentito dire "Non capisci una figa!". NO! Però questo non è importante mi si dirà. E' estremizzare.
Ok, proseguo. Esistono la giudicessa, l'avvocatessa, la notaia? Se lo dici ti guardano male, come se fossi un analfabeta di ritorno (un po' come sta facendo ora il mio correttore automatico, indisponendomi!). Alcuni mestieri e professioni non esistono al femminile e quando la Boldrini ha stabilito che la si dovesse chiamare MinistrA è stata un po' sberleffata.
Facciamo un GIOCO. Trova le differenze:
- un uomo di malaffare è un disonesto, un ladro; una donna di malaffare? Una puttana.
- un omaccio? Un uomo grosso, grasso, alto. Una donnaccia? Una puttana.
- un cubista? Pittore che si rifà al cubismo. Una cubista? Una puttana.
- un peripatetico? Seguace delle filosofia di Aristotele. Una peripatetica? Una puttana.
- un massaggiatore? Colui che fa i massaggi come lavoro. Una massaggiatrice? Una puttana.
- un uomo disponibile? Tipo gentile, premuroso. Una donna disponibile? Una puttana.
- un segretario? Portaborse, colui che sbriga le pratiche. Una segretaria? Una puttana.
Per non parlare del plurale: in italiano si utilizza il maschile plurale per definire più cose o persone di genere maschile, e anche più cose o persone di genere misto. I colleghI di lavoro. E perché non lE colleghE per indicare la totalità delle persone con cui condividi la scrivania? I genitori, perché non le genitrici? Gli amici, perché non le amiche? Chi lo ha deciso. Mi direte voi, convenzione linguistica e sociale. Andiamo avanti.
Sono corrette le campagne pubblicitarie in cui l'uomo è sempre sul divano in panciolle a grattarsi il culo e la donna pulisce? Ha fatto benissimo la Boldrini oggi (e non sono un suo fan accanito, in generale) ad affermare che non è concepibile che nel nostro paese passino ancora spot in cui la donna serve a tavola (VIDEO). E' estremizzare? Io non credo.
Visto che gli italioti sono malleabili come pezzi di stagno fuso basta che le tv comincino a fare un po' di sana comunicazione, eliminare soubrette inutili dai programmi, fighe a gògò dagli spot e dai cartelloni, come ha promesso oggi la presidente(ssa) della Rai Tarantola. E' curioso che si sia (ri)sollevata questa polemica nei giorni in cui hanno fatto il loro ingresso trionfale i Velini di Striscia. Io non li ho salutati con tante polemiche come hanno fatto molti: finalmente uomini seminudi che non servono a nulla.
Solo ristrutturando il nostro modello culturale attraverso un nuovo impiego dei media, il fenomeno del femminicidio potrà esaurirsi. Che non è un'emergenza, il fenomeno è sempre allo stesso livello di gravità: è solo che ora i media, sempre loro, non hanno altro di cui parlare.
Immerso com'ero in innumerevoli impegni la notizia delle dimissioni/passo indietro/caduta del "Cavaliere inesistente" è passata quasi inosservata!
Da tempo aspettavo questo momento, avevo progettato tante volte come festeggiarlo. Avrei voluto avere la stessa gioia di un mio ex coinquilino quando una sera del 2008 cadde Prodi: avreste dovuto sentire le sue grida! Io sì visibilmente eccitato, ma in realtà amareggiato da una crisi governativa, economica e della democrazia senza precedenti in Italia (almeno da 24 anni a 'sta parte!). Poi nemmeno una colpo netto: fino alla fine ha fatto la Diva, procrastinando anche di qualche ora la fine del suo esecutivo.
E siamo arrivati a oggi, con un governo composto in maniera assoluta da tecnici e da professoroni universitari.
Primo punto: provenienza di molti di questi professori da Università private. Cosa significa? Che nella drasticità della situazione italiana solo personalità provenienti dal Privato sono in grado di porre rimedio? Il governo Monti è stato costituito in pochissime ore, e in questo corri, fuggi, scappa e tappabuchi, i professori dell'Università pubblica sono stati presi in scarsa considerazione (a parte 2 o 3 eccezioni!). Cosa vuol dire che i prof. della Bocconi, Luiss o Cattolica sono più referenziati di quelli della Statale o Università degli Studi di Pincopallo? E se così fosse (taccio altri possibili giri di conoscenze e rapporti "segreti" e sotterranei, o allo zampino vaticano), nei momenti di crisi dunque salgono a galla le sostanziali differenze di trattamento che il popolo italiano, e in questo caso i giovani, subiscono ogni giorno, in base al conto in banca posseduto? No, l'istruzione qualificata non è per tutti, così come la democrazia.
Non sono mai stato troppo populista, nè convinto che la democrazia sia una cosa sana e ben fatta, per quanto necessaria. La teoria delle elitès è sempre attuale, sempre valida, e sempre vera. Purtroppo, perfortuna. Non tappiamoci gli occhi col prosciutto dei finti valori comunisti e popolari, perchè tanto non sarà mai così, perchè non è concepibile, perchè non tutti sono fatti per comandare (con questo non affermo il contrario, ossia che ci sia chi è nato per servire), perchè non tutti sono fatti per comprendere. E l'attuale legge elettorale lo dimostra: noi non decidiamo proprio niente, il popolo non ha potere. Tu scegli un candidato e lui poi si organizza come meglio crede. Non si vota più nè un ideale, nè un colore. (L'unico residuo di potere ci resta nei referendum, ma questa è un'altra storia!).
Ed ecco che, arrivati a questo punto, subentrano i tecnici. L'Italia può essere considerata come uno scolaretto ritardato che ha bisogno dell'insegnante di sostegno (il governo tecnico appunto), dopo che il Preside (l'UE/BCE) lo ha ripreso nel suo studio.
Il nostro insegnante di sostegno è composto da una fitta schiera di 18 esperti, professori appunto, qualificati, competenti, adulti. Tre donne, nè veline, nè quote rosa. Fine della democrazia: è evidente che tecnocrazia e democrazia si ecludano a vicenda. Se chi decide è l'esperto non può essere il cittadino comune (principio fondante della democrazia). La tecnocrazia pretende che chiamati a decidere siano pochi che se ne intendono. Fino a qualche secolo fa il popolo era molto ignorante e perciò tenuto fuori dalle decisioni di governo (che pur lo interessavano). Ora il volgo è più istruito, anzi diciamo meno ignorante, ma i problemi da risolvere come lotta all'inflazione, o scungiurare il rischio retrocessione et similia, sono molto più complessi. Forse allora non c'è davvero la necessità di un insegnante di sostegno, che abbia competenze tecniche o scientifiche, insolubili dall'uomo medio di oggi, anche se più istruito?
Saranno anche antitetiche democrazia e tecnocrazia, ma di certo la scelta di alcuni esperti è stata caldeggiata e supportata ampiamente da schieramenti politici di turno, e Monti lo sa bene. Ha dovuto fare i conti col sordido mondo politico italiano. C'è da dire che lo Stato è in condizione normale anche e intrinsecamente tecnico, perchè ha bisogno delle competenze di tecnici, scienziati, ingegneri, amministratori, giuristi etc, per l'"ordinaria amministrazione". Quindi non scagliamo la pietra contro l'attuale governo tecnico, di certo costruito su carriere private, nomee, università altisonanti, cognomi triplici, potenza, fama, e intrichi. Questo è quello di cui il povero scolaro ritardato ha ora bisogno. La serietà degli italiani ora starebbe nell'interrogarsi sugli sbagli commessi nel tempo, sull'essere, ed essere stati, rappresentati (sic!) da una classe politica inadempiente e ignorante, sulla serietà dei partiti politici oggi presenti, su quanto la democrazia abbia fallito miseramente in Italia.
Polica e tecnica è un connubbio necessario. Ma la prima da sola è incapace, la seconda forse no.
PS= E' scontato dire che sono al settimo cielo per l'uscita di scena di Berlusconi e del suo circo, nonostante la situzione attuale sia drastica.