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giovedì 5 marzo 2015

Daria, posso entrare nella redazione delle Invasioni?

Giuro che c'era un tempo in cui avevo idealizzato Daria Bignardi e le sue Invasioni Barbariche.
Per un periodo, ma ancora oggi, sono fermamente convinto che l'intervista a cui m'inviterà per parlare del libro che scriverò, mi lancerà nel mondo intellettuale italiano che conta. Ho sempre infatti creduto che il mio successo lo avrebbero decretato lei, Fazio nel suo programma e la mitica Serena Dandini sul suo divano rosso.

Gli ultimi eventi però mi hanno fatto ricredere e disilludere su alcuni punti di questo mio piano verso il successo.
Serena ha chiuso baracca e divani un po' di tempo fa e Daria e Fabio stanno perdendo oggettivamente un po' di colpi.

Fazio si è fatto accappottare per 20 minuti e dico 20, da una diva internazionale. No, non sto parlando di Madonna (che pare comunque non ci sia andata leggera nemmeno lei!), ma dall'immensa Sabrinona Ferilli che ha fatto la piccata per tutto il tempo dell'intervista.
Daria dal canto suo si è fatta mettere sotto da Fedez nella prima puntata, nonché da Scamarcio ieri sera. Ora non so se questo dipenda dagli ospiti che vengono scelti, da quello che fanno loro prima di entrare in studio oppure dal fatto che Daria ultimamente pone solo domande di merda.

venerdì 21 febbraio 2014

#Sanremo2014 - Terza serata: Parrucchini, pop-corn e finto buonismo di sinistra

[Se hai fegato leggi anche la Seconda serata: Dadaùmpa, defibrillatori e selfies]

Alla terza puntata del festival della canzone italiana (solo i più attenti di voi avranno notato come sto desistendo dall'utilizzare la parola KERMESSE, per quanto mi faccia impazzire!) pare finalmente che il meccanismo della noia sia scomparso, insieme a quell'odioso della doppia canzone. Infatti ieri sera abbiamo ascoltato la carrellata delle 14 canzoni passate e finalmente tutto è sembrato più fluido e piacevole.

Ho avuto anche modo di notare che la scenografia in fondo non è così brutta come sembrava nelle serate scorse: ma in realtà ora mi succede quella strana cosa per cui tutto quello che accade su quel palco comincia a piacermi. La magia di Sanremo o di Sanromolo, come continua simpaticamente a ricordarci Pif nel prefestival, che ieri sera ci ha regalato chicche insuperabili come questa.

A proposito di tinte e parrucchini
La serata si apre nel ricordo di Abbado e di parole vane nei confronti della cultura della musica. La serata sarà all'insegna dei lavaggi di coscienza, ve lo anticipo.

Si apre la gara con 14 minuti di ritardo, tanti quante le canzoni in gara.
Parte Renzo Rubino con la sua bellissima Ora che invece di suonare un pianoforte pare stia frenando un tir. Un vero e degno figlio di Sanremo.
Arriva Giusy Gaetana Giuseppa Ferreri e forse offesa dalla Littizzetto, che ha preso in giro il suo sobrio nome, comincia a belare come un pecorella smarrita. In realtà il problema era un altro: voi riuscireste a cantare perfettamente in cima a un precipizio?

giovedì 20 febbraio 2014

#Sanremo2014 - Seconda serata: Dadaùmpa, defibrillatori e selfies

Se te la senti leggi anche la Prima Serata -Uno spettro si aggira per l'Ariston (quello di Pippo!)

Giuro che non guarderò mai più alcuna puntata di questa edizione di Sanremo dal letto. A momenti volevo chiamare il 118 perché mi riesumasse dalla trapunta. Ma a esorbitanti opere di riesumazione ci hanno pensato gli autori del festival.

A cominciare dai troppi momenti di autocelebrazione di Mamma Rai e dallo scongelamento delle gemelle Kessler che hanno ballato comunque dignitosamente nonostante le numerosi protesi al titanio. Al contrario di quella marmotta della Littizzetto, che ieri sera è stata più pesante dei peperoni fritti prima di andare a dormire. Capisco che vuoi fare la parte della cozza intelligente e per questo ti stimo, ma una mezza coreografia potresti anche impararla. Se le due signore possono fare la spaccata alla soglia del bicentenario ce la puoi fare anche tu, no?

Coordinazione, Olio su tela
La gara canora inizia all'insegna di Francesco Renga: firmiamo una petizione affinché questo cespuglio di capelli venga estradato dal palco dell'Ariston fino a quando Ambra non vincerà un Oscar. 
Lucianina continua a fare il verso a Vessicchio, che sta all'Ariston come Berlusconi ai processi: alla quarta volta non ti accorgi di essere un po' ripetitiva? Ma il pubblico applaude felice, quindi assecondiamolo.
Intanto arriva Giuliano Palma, travestito da Voldemort con gli occhiali da sole e comincia a dire "si spacca l'amore", muovendo i piedi come se fosse Giucas Casella sui carboni ardenti.

mercoledì 19 febbraio 2014

#Sanremo2014 - Prima serata: Uno spettro si aggira per l'Ariston (quello di Pippo!)

Finalmente è arrivata la mia settimana preferita dell'anno, più di quella di Natale, più di quella delle ferie estive: la settimana di SANREMO (che ancora molti si ostinano a scrivere SanRemo!).
Partiamo con un assunto: io e quasi la stragrande maggioranza degli spettatori guarda, ama e vive il festival come grande evento sociale e mediatico piuttosto che come gara di belle canzoni italiane.

La 64° edizione (di cui io ne avrò seguito con fierezza almeno una ventina) del festival di Sanremo diciamo che non si è aperta proprio nel migliore dei modi: un sipario dipinto non si sa di cosa non si apre, Fazio entra senza pompa magna e impacciato e appena comincia a farfugliare qualcosa, delle urla lacerano la sala. La disperazione dell'Italia è salita fin sopra gli spalti luci del teatro Ariston e minaccia di buttarsi di sotto. Giuro che per alcuni minuti ho sofferto fisicamente davanti a quel desolante spettacolo. Non credo che Fazio se la sia cavata magistralmente, combattuto tra l'evitare la tragedia e consegnare ai posteri la figura di un grande mattatore televisivo. Non voglio fare ironia sulla vicenda. Dico solo che Pippo sarebbe immediatamente salito, li avrebbe fatti scendere e avrebbe trovato loro un lavoro nel tempo in cui Fazio si tamponava la fronte con la lettera che avrebbe dovuto leggere.

Ma the show must go on.
Arriva Ligabue travestito da Toto Cutugno e canta in una lingua improbabile Crêuza de mä di De André, che avrebbe compiuto 74 anni. Potevano risparmiarcelo.