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martedì 18 agosto 2015

Ma noi senza "libri gender" come siamo cresciuti?

Dopo che anche Sir immensità baronetto Elton John si è scagliato su Istagram contro il sindaco di Venezia Brugnaro e la sua sciocca decisione di eliminare dalle scuole della laguna due libri per bambini che raccontano di famiglie omogenitoriali felici, forse è arrivato il momento di fermarsi un attimo a riflettere.


Che i nostri amici sentinelle continuino a leggere in piedi, sotto le intemperie, quello che ritengono opportuno (e qua vi avevo svelato i 5 libri più letti dalla Sentinelle in piedi); che vescovi e cardinali continuino a parlare di sconfitte per l'umanità; che giovanardi vari alzino la voce e metteirenzi qualunque abbassino la testa; che migliaia di persone partecipino ai family day e combattino contro i mulini del gender; che dolci&gabbani ritraggano pure le loro parole contro i bambini sintetici: fatelo, faccetelo, facciatelo, che lo faccino.

Il passaggio su cui vorrei soffermarmi è un altro: la mia generazione cresciuta senza "libri gender" è venuta su meglio? Non so se ci avete fatto caso ma nei libri di favole e fiabe che ci hanno propinato da poppanti plasmabili e influenzabili (così come in tutti i lungometraggi che ne sono stati tratti) non ce n'era quasi uno basato su "famiglie tradizionali".

Pinocchio aveva solo il povero mastro Geppetto, ma questo non ha evitato che il libro di Collodi rappresentasse un testo scolastico semi-obbligatorio per quasi un secolo. Cenerentola e Biancaneve delle matrigne che le facevano sgobbare come sguattere, Ariel la Sirenetta solo il padre, Dumbo e Bambi, va beh, poveri cristi; Belle solo il padre, così come Pocahontas e Jasmine. Potrei continuare ancora per molto.


giovedì 9 ottobre 2014

I 5 libri più letti dalle Sentinelle in piedi

Dato che ormai tutti giornali ne hanno parlato non mi preoccupo del fatto di dargli un po' di notorietà in più. Perché loro, poretti, non vogliono, loro sono silenziosi e perseveranti, vorrebbero restare fuori dai rumors giornalistici.

Infatti le Sentinelle in Piedi hanno creato un sito con ufficio stampa e una pagina Facebook che conta 11 mila fan (nel momento in cui ne scrivo). Loro sono così, semplici, ritti, silenti e in piedi. Si professano come "una rete apartitica e aconfessionale: con noi vegliano donne, uomini, bambini, anziani, operai, avvocati, insegnanti, impiegati, cattolici, musulmani, ortodossi, persone di qualunque orientamento sessuale, perché la libertà d’espressione non ha religione o appartenenza politica, ci riguarda tutti e ci interessa tutti" come recita il Chi siamo sul sito.

In questa sezione si sono dimenticati di aggiungere la data in cui hanno depositato il marchio presso L'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, 25 ottobre 2013, a nome del signor Emanuele Rivadossi per conto di una società di Torino in cui opera in qualità di "partner" Massimo Introvigne, reggente nazionale vicario di Alleanza Cattolica. Sarà una dimenticanza. Simpatia per le Sentinelle è stata dimostrata anche dal noto movimento apartitico e aconfessionale che ha pensato bene di sottolineare qualsiasi appartenenza religiosa della rete fondando Le Sentinelle - Cattolici in piedi.

Ma io mi sono chiesto? Cosa leggeranno di così appassionante, a due metri di distanza l'uno dall'altro, da rimanere delle ore in piedi sotto il sole e sotto la pioggia? Thriller, avventura, romanzi rosa? Niente di tutto ciò!


1- "Voglio la mamma" di Mario Adinolfi, giornalista ed ex deputato del Pd, renziano della prima ora che ha collaborato con media aconfessionali come Avvenire e Radio Vaticana. Nel suo blog "Il Cannocchiale" parla della sua fissazione, i gay. E con un titolo così non poteva essere altrimenti. Difende nel libro le famiglie naturali e unite. Per questo si è sposato a 20 anni per poi divorziare e risposarsi a Las Vegas. Sobriamente.
"Non ho trovato un vestito della mia taglia e ho finto di voler fare l'alternativo in tuta"