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mercoledì 7 febbraio 2018

Contestatori, vecchie danzanti e follower su Instagram - Prima serata | Sanremo 2018

Signore, signori e indecisi: anche quest'anno giunge a noi il Festivàl della Canzone italiana, la 68° edizione del Festival di Sanremo, come una boccata d'aria fresca prima delle ultime settimane di campagna elettorale. Sanremo è quella cosa che arriva inesorabilmente tutti gli anni, come il Natale, un tweet razzista di Salvini o una'immagine photoshoppata di Giorgia Meloni.

Anche in questa edizione saremo costretti a sorbirci il tormentone di Mina sponzorizzata dalla Tim (kasta!1!). Preceduto da un Prima Festival insignificante, da grafichette e stacchetti anni '90 e da una sigla degna di una qualunque trasmissione di Radio Maria, parte la kermesse diretta e presentata da Claudio Baglioni.

E infatti entra Fiorello. Meglio, il primo a essere inquadrato è un contestatore salito tranquillamente sul palco, col suo piumino, a chiedere candidamente di poter parlare col procuratore della Repubblica. Fiorello lo tratta forse con eccessiva leggerezza, ma si fa perdonare subito con un doveroso omaggio all'unico e vero salvatore di contestatori e aspiranti suicidi: Pippo Baudo. Che ricordiamolo, nel tempo impiegato da Fiorello a sedare gli animi, avrebbe già trovato una soluzione a tutti i problemi del signore col piumino.



Il confronto con l'originale è impietoso.


Ma torniamo alla serata.
Fiorello si dimostra il mattatore di sempre, non risparmiandosi sui partiti e sulla dirigenza Rai, facendo calare il gelo su Erdogan e le sue purghe contro i giornalisti. Comunque farlo apparire prima di Baglioni è un po' come sparare sulla Croce Rossa perché infatti il resto della serata è stato divertente come una veglia funebre.

mercoledì 11 febbraio 2015

#Sanremo2015 - Prima serata: il compitino ben confezionato di Conti

E anche quest'anno ci siamo. Dopo le mie super critiche del 2012, 2013 e 2014, per il quarto anno di fila mi accosto al festivàl (con l'accento sulla à, che fa tanto retrò) come si fa davanti al mausoleo di un santo.

Ma purtroppo quest'anno dobbiamo fare i Conti con Carlo, il presentatore più monocorde della televisione italiana. Presenta tutto allo stesso modo, da quando faceva Attenti al lupo! alla fine degli anni '90 su Rai Uno. Tutto è controllato, tutto è studiato, tutto programmato in ogni minimo movimento. Non c'è un guizzo di sentimento, non c'è emozione. Conti è un venditore di programmi tv e si è trovato a fare 5 puntate extra di Tale e quale, solo con un budget decisamente più alto. Certo se fosse uscito Scanu vestito da Anna Oxa ci saremmo divertiti tutti di più.

Le vallette relegate a tale ruolo come non si vedeva dai tempi di Baudo: Emma Brown imbarazzata e imbalsamata come un salame salentino, Arisa con quel rossetto infuocato che di certo non rendeva giustizia ai movimenti spasmodici della sua bocca, e quell'altra spagnola che a un certo punto ha cominciato a parlare di gamberetti, senza necessità apparente. L'unico momento in cui le due cantanti si sono fatte onore è stato il duetto sulle note del Carrozzone di Zero. Certo cinque minuti su quattro ore non è proprio un bel record, ma vabbé.


Nel carrozzone di Conti tutto è ben confezionato. Si torna alla classicità della tradizione sanremese: tornano i bouquet di fiori alle donne, le scale, l'inutilità delle vallette e un ritmo serrato che non lascia il tempo agli intoppi. Nessuno si butta dal loggione, nessuno ci fa lezioni di vita, nessuno si prende la briga di farci riflettere. Sotto il segno della DC, tornata di recente in auge in Italia, ci viene fatta santificare una famiglia con una marea di marmocchi che mi hanno portato a credere che la signora Anania in realtà avesse la gestazione di un coniglio. Papa Bergoglio sarà contento di essere stato frainteso appieno quando parlava di paternità responsabile!
Poi è il turno del filosofo Siani che nel 2015 fa ancora battute sulla Salerno-Reggio Calabria, su cui ormai non scherza più nemmeno gente come Zalone. E poi a caso altri pseudo comici partoriti da mamma Rai (non dalla signora Anania, fortunatamente) che avrebbero fatto meglio a prenderne uno solo ma buono. Sempre sotto il segno dei buoni sentimenti, l'intervista frettolosa al medico scampato all'ebola, ma non alla noia del festivàl. Ma due divanetti non siete proprio riusciti a comprarli? Che sono ste interviste in piedi? Se volete passo io all'Ikea e ve li porto!