Visualizzazione post con etichetta laura pausini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta laura pausini. Mostra tutti i post

domenica 11 febbraio 2018

Tutto quello che vi siete persi - Finale | Sanremo 2018

A conti fatti più di dodicimila persone hanno letto le mie cronache di questo Festival di Sanremo edizione milleovecento.., 2018 e davvero non mi capacito del vostro supporto. Certo è che se un Festival pieno di gag imbarazzanti e che ha incoronato il compitino di seconda media del MetaMorogorgone ha fatto milioni di telespettatori, ho poco da stupirmi. E poi si sa che nel nostro Paese i furbetti se la cavano sempre, anche se si sono fatti riempire gli zigomi a 42 anni. L'Italia vuole questo, l'Italia vuole le mie cronache.
Dopo questo momento di vanagloria andiamo a fare un po' un bilancio di questa 68° edizione del Festivàl della canzone italiana. Tante canzoni, tanta musica, tanti duetti, che se lo avessero chiamato Baglioni&Friends nessuno si sarebbe stranito. Lui resta uno stoccafisso a livello di presenza scenica, di quelli che secondo me sono scoordinati pure quando fanno le mosse della macarena. Il suo habitat è dietro al pianoforte, le battute proprio non gli escono. Baglioni è una di quelle persone che inizia a raccontare una barzelletta e poi si scorda il finale. Però, ripeto, ha fatto i numeri migliori di tutte le passate 15 edizioni quindi che jè voi dì. Ce lo chiede l'Europa.


Michelle Hunziker sin dalla prima sera si ostina a dire Eurovisiòn Song Contèst (wè wè!), ma senza ombra di dubbio si è portata a casa il Festivàl. Favino è partito in sordina ma, sera dopo sera, è stata la vera rivelazione di quest'anno. Canta, balla, recita, è spontaneo e ha fatto l'autista di Tom Hanks. Che volete di più? Ieri sera poi col monologo sui migranti ha dato il meglio di sè.

mercoledì 10 febbraio 2016

#Sanremo2016 - 1° serata: nastri arcobaleno, grammy e l'intransigenza di mamma Rai

E anche quest'anno è arrivata la tanto attesa settimana del festivàl di Sanremo. Anticipato da un'anteprima in stile X Factor, la 66°edizione del Festivàl della canzone italiana si apre sulle doverose note di Starman di David Bowie. Meno doveroso mi è parso il fatto che Carlo Conti si sia definito anche lui uno Starman. Carlè, come ha fatto notare qualcuno, al massimo sei un buco nero. Ma andiamo con ordine.

Carletto è attento e disciplinato, un vero mattatore dei palcoscenici, che sia quello di Tale e quale show, che sia quello dei Migliori anni, lui deve portare a casa il suo compitino ben fatto (come dicevo già l'anno scorso). Per cui niente chiacchiere, né frasi di circostanza: la gara entra subito nel vivo, grazie alla conduzione robotica di Carletto nazionale. E in questi momenti ci manca sempre un po' Pippo, salvatore di aspiranti suicidi.

Lorenzo Fragola: si presenta con un pezzuccio trito e ritrito, con cui sembra chiedere finalmente scusa a quella povera crista della fidanzata che ha mollato dopo la vittoria di X Factor. Specifiche tecniche: quando fa gli acuti sembra il clacson di uno scuolabus.

Arriva la Madeleine proustiana, non dalla Francia ma direttamente dalla Romania, dopo essersi messa in mostra grazie alla passer-ella nella piscina di Sorrentino. Addobbata con un tappeto sotratto alla camera ardente di Moira Orfei, comincia a declamare a memoria i ringraziamenti doverosi. E infine ci narra il suo lessico famigliare, fatto di un padre che dormiva e di lei e la madre che furtivamente guardavano Sanremo, dall'altra parte dell'Europa: oh, ma com'è sta cosa che tutte ste straniere da piccole erano appassionate della kermesse nazionalpopolare italica?

Noemi: la nostra rossa preferita si catapulta sul palco, dimenticando le tette in camerino. Ma per fortuna non il nastro arcobaleno con il quale sfida la censura di mamma (non surrogata) Rai e sostiene pacificamente le unioni civili. Canzone tenue e delicata, a primo impatto mi piace ma vorrei riascoltarla. Le perdoniamo le stonature solo per aver concluso con il celeberrimo "sta senza pensieri".

La rossa Noemi in arcobaleno
Arriva la bella e talentuosa Virginia Raffaele, nei panni di Sabrinona nazionale e comincia a far sudare Carletto pronunciando la parola gay.