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lunedì 17 luglio 2017

La Guarimba ci salverà - Intervista a Giulio Vita

Un Festival esplosivo e rivoluzionario: il cortometraggio e l’arte alla portata di tutti, gratis. Un’impresa che si ripete per il quinto anno consecutivo nonostante l’odissea della burocrazia. La Guarimba, prima di essere un festival internazionale, è il sogno di Giulio Vita, Sara Fratini, Nancy e El Tornillo De Klaus e di centinaia di volontari. 

guarimba festival

Ogni anno ad agosto Amantea (CS) diventa un microcosmo di cortometraggi, illustrazione e confronto grazie a La Guarimba International Film Festival. L’idea folle del collaudato gruppo di esperti e volontari è di portare la gente al cinema e il cinema alla gente, nella terra “dove tutto è possibile”. Abbiamo fatto due chiacchiere con Giulio Vita, vulcanico direttore artistico calabro-venezuelano, per capire come si fa a fare innovazione sociale senza rendersene conto. 

Cosa ci fa un venezuelano in Calabria? 
Sono nato e cresciuto in Venezuela ma le miei radici sono nel Sud Italia. Quando studiavo giornalismo a Caracas, nel 2007, fui arrestato durante una manifestazione contro il governo, torturato e accusato di guarimba, che vuol dire casino. Due anni dopo sono stato sequestrato perciò ho capito che era arrivato il momento di cambiare aria (ride). Mi trasferisco così a Madrid a studiare Cinema e incontro Sara (Fratini, ndr) una bravissima illustratrice, la mia compagna. 

martedì 26 aprile 2016

Illustratrice per caso: intervista a Claire Scully

Illustratrice per puro caso: “Celebro l’importanza del mondo animale in quello umano attraverso i libri da colorare”

©Claire Scully
L’aver respirato sin dalla nascita le atmosfere urbane di Londra, dove vive e lavora, le è servito per elaborare il rapporto tra cemento e natura. Dopo gli esordi con la fotografia, Claire Scully è approdata quasi per caso all’illustrazione, in seguito a una laurea al London College of Communication e un Master of Arts in Communication Design. Dopo 10 anni di fervente attività come freelance, ora insegna illustrazione alla Brighton University e ancora non riesce a credere di poter vivere facendo ciò che ama. Disegna con penne, inchiostro e digitale.

Illustra i libri della Penguin Books, come At large and at small di Anne Fadiman, riviste, tra cui l’inserto Education del The Guardian, copertine di album musicali (l’elettronico Whimsical lifestyle di Mojib), raffinate etichette di vini (un Cabernet Sauvignon del 2007) e ricostruzioni per celebri musei (National Maritime Museum). Ultimo traguardo: un libro illustrato dal titolo Nordische Wildnis, pubblicato in Germania da Graefe Und Unzer. Alla base dei suoi lavori c’è il mondo naturale, soprattutto animale.

©Claire Scully
Connessioni. «Gli animali sono onnipresenti nei miei lavori. Credo che sia qualcosa più grande di una connessione: il mio intento è celebrare la loro importanza nel nostro mondo. Con il mio compagno Stewart ho da poco terminato un racconto illustrato, dal titolo Fulke and the Flood, che ammonisce sulla straordinaria forza della natura»

Libri da colorare per adulti. «Ne ho realizzato uno per la prima volta nel 2015 e da allora non ho più smesso. Li trovo terapeutici al pari delle tecniche della mindfulness, capaci di regalare attimi di serenità nelle nostre vite frenetiche. Inoltre è bellissimo condividere parte del mio processo creativo con quanti coloreranno le illustrazioni».

Cos’è lo stile “ingioiellato”? «È il mio tratto distintivo nell’illustrare gli animali. Consiste nel rendere ricche e piene le loro figure, quasi come fossero viste da un diamante o come se fossero realizzate con la tecnica del mosaico».

[Articolo pubblicato sul numero di maggio 2016 di Style Magazine, mensile del Corriere della Sera]

Gli animali spigolosi di Andrea Bartolucci

Animali in ogni dove: “Rappresentano qualità e caratteristiche umane. Ma io li scompongo”.


Nasce in Umbria trentadue anni fa ma da ventisei vive a Roma, a Cinecittà. Ama sperimentare con la pittura e la scultura, ma è l’illustrazione che gli permette maggiormente di esprimersi perché si presta a rappresentare con semplicità e accompagnare un immaginario già in qualche modo esistente.

La formazione artistica di Andrea Bartolucci parte sfogliando i libri d’arte classica del padre e appassionandosi al writing dei 90’s. Il liceo artistico e la laurea in Design del prodotto sono state naturali conseguenze. Casa e laboratorio creativo per ora coincidono, ma in futuro si vede il faber della sua poliedrica fucina d’artigianato dove prendono forma i suoi progetti e realizza lavori su commissione. Ha all’attivo serie di ritratti, bestie feroci in acrilico su enormi pannelli, tatoo zoomorfi e un abbecedario in cui ogni lettera corrisponde a un animale.