Un Festival esplosivo e rivoluzionario: il cortometraggio e l’arte alla portata di tutti, gratis. Un’impresa che si ripete per il quinto anno consecutivo nonostante l’odissea della burocrazia. La Guarimba, prima di essere un festival internazionale, è il sogno di Giulio Vita, Sara Fratini, Nancy e El Tornillo De Klaus e di centinaia di volontari.

Ogni anno ad agosto Amantea (CS) diventa un microcosmo di cortometraggi, illustrazione e confronto grazie a La Guarimba International Film Festival. L’idea folle del collaudato gruppo di esperti e volontari è di portare la gente al cinema e il cinema alla gente, nella terra “dove tutto è possibile”. Abbiamo fatto due chiacchiere con Giulio Vita, vulcanico direttore artistico calabro-venezuelano, per capire come si fa a fare innovazione sociale senza rendersene conto.
Cosa ci fa un venezuelano in Calabria?
Sono nato e cresciuto in Venezuela ma le miei radici sono nel Sud Italia. Quando studiavo giornalismo a Caracas, nel 2007, fui arrestato durante una manifestazione contro il governo, torturato e accusato di guarimba, che vuol dire casino. Due anni dopo sono stato sequestrato perciò ho capito che era arrivato il momento di cambiare aria (ride). Mi trasferisco così a Madrid a studiare Cinema e incontro Sara (Fratini, ndr) una bravissima illustratrice, la mia compagna.


