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venerdì 30 agosto 2013
domenica 10 febbraio 2013
Stasera cosa guardo? Ovviamente la campagna elettorale!
Siamo franchi: ormai seguire la campagna elettorale in Italia è diventato un vero spasso. Alla faccia di chi dice che la politica sia noiosa.
Nel 2013 in Italia per seguire la politica (e capirla) non c'è bisogno di alcuna formazione specifica nel campo: nessun rudimento di giurisprudenza, nessun accenno all'economia, a borse, spread, futsi-p-mib, ftse-all-share o diavolerie varie; nessuna consapevolezza che ci sia una differenza tra camera e senato, nessuna conoscenza delle liste e dei programmi; niente di tutto ciò. Non ti serve nemmeno sapere quale sia il simbolo, visto che ogni anno ne spuntano un centinaio; in realtà non è strettamente necessario che tu vada a votare.
Errata corrige: un minimo di formazione sul campo ci vuole, non siam mica qui a pascolare le vacche!
Di seguito qualche passo obbligato che ogni italiano dovrebbe seguire per comprendere meglio l'attuale campagna elettorale:
- seguire costantemente e con animo "Uomini e donne" e "C'è posta per te!", programmi sine qua non ha senso nemmeno definirsi curioso verso la politica, figuriamoci vero interessato;
- aver visto almeno una stagione intera del "Bagaglino" o di "Buccia di banana", con gli sketch dell'intramontabile Martufello, la maestria di Pippo Franco e la sensualità di Pamela Prati, noto travestito degli anni '90;
- aver aspettato al freddo e al gelo pur di vedere la prima di "Vacanze di Natale" e il remake del 2000;
- aver, almeno una volta nella vita, misurato il proprio membro eretto con i propri compagni/commilitoni;
- ridere alle battute dei "Soliti Idioti";
- aver seguito tutte le stagioni di "Forum" o al massimo il nuovissimo "Verdetto finale"
- conoscere sommariamente i modi verbali italiani;
Ebbene, se solo una di queste tappe manca nella tua formazione arrenditi: poco o nulla ti risulterà chiaro della campagna elettorale contemporanea.
I salottini televisivi dove si radunano politici sono diventati dei veri e propri teatri (dell'assurdo). Così come i giornali ormai sono sempre più simili ai feuilleton di fine '800. Così avvincenti, così spiritosi: questi siparietti ti tengono incollati allo schermo o alle pagine del giornale, non c'è niente da fare.
Puoi gustare politici che stringono al petto i loro cani, cani che intervistano politici, giornalisti che debuttano in Tv , vengono assorbiti dalle sue fascinazioni e diventano onnipresenti; politici che affermano una cosa, e avversari che dicono "Non è vero, lei mente!"; mentitori che affermano "Con noi l'Italia ripartirà!", accusatori che esclameranno "Con voi gli italiani partiranno!".
Che gusto, che classe, che divertimento. Sedie spolverate, foto allargate, labbra rifatte, seni abbondanti, carlini indagati, mafiosi inconsapevoli di esserlo, figli di papà e figlie di papi; arringhe sentenziose e aringhe puzzolenti in faccia, "Se mi lascia parlare... " e "Io non l'ho interrotta!", "Il suo tempo è scaduto", "Per te Miss Italia finisce", calunnie infondate, toghe rosse, donne che vanno a cercarsela, uomini che gliela cercano.
Stanno facendo proprio un bel lavoro: meritano un bell' 8 e mezzo, nonostante il travaglio sopportato, per essere comunque riusciti a dare l'ultima parola al servizio pubblico, per aver solcato mari e monti e aver eliminato tutti quei grilli dalla testa di chi non vuole fare una campagna elettorale seria. Credo proprio che ballarò per l'entusiasmo. Santori subito!
Alzi la mano chi riesce a staccarsi da siffatte sagaci scenette.
E poi esci di casa ogni mattino e vedi i pannelli dei manifesti elettorali: è li che la tua giornata comincia col piede giusto!
Il candidato Pd ora è coperto da Monti, che dopo due ore è ricoperto da Pdl e poi da Ingroia. Su di questo Maroni sorride fiero dopo un paio d'ore. Al che Sel non ci sta e si riposiziona sul Pd. E ogni tanto compare anche la faccia di Moira Orfei che vi invita a vedere i suoi ippopotami che ballano il sirtaki: che pessimo gusto e poco rispetto per la cosa pubblica!
Mavia, intervieni tu e manda lo spot: "Pubblicità, pubblicità"!
sabato 17 novembre 2012
Luis Sepúlveda a Bookcity Milano: amicizia, animali e politica. - Per uscire dalla crisi c'è bisogno di una rivoluzione dell'immaginario.
Luis Sepúlveda ha aperto l'edizione zero della BOOKCITY MILANO giovedì 15 ottobre nella sala conferenze della Triennale di Milano. I saluti di Stefano Boeri, assessore alla cultura della città del libro, e di Luigi Brioschi, presidente della Guanda: entrambi pongono l'accento sulla necessità di dare forte impulso allo sviluppo della cultura, capace di generare mondi, visioni e orizzonti.; entrambi concordi che Bookcity rappresenti un forte segnale d'apertura per Milano e per l'Italia intera.
Si entra così nel vivo della chiacchierata con l'autore de Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, un uomo mite, sobrio, affabile. Discute con Bruno Arpaia, scrittore e giornalista, ma soprattutto suo grande amico. "Un paese che legge ha più possibilità d'immaginare: questo è l'unico modo che abbiamo a disposizione per uscire dalla crisi". Così esordisce Arpaia e lo scrittore cileno rincara la dose: "Questo festival è una luce in questa Europa di crisi, crisi che non hanno fatto i cittadini, ma i nemici dei cittadini. Per uscire dalla crisi c'è bisogno di una rivoluzione dell'immaginario". E di rivoluzione lui ne sa qualcosa.
In chiusura si accenna alla situazione politica: per Sepúlveda negli ultimi anni la politica europea è stata carente di morale e di etica. Arriva a toccare, anche in maniera abbastanza inavvertita, la politica italiana e in particolare le primarie del centrosinistra. Gli pare paradossale che appartenenti a una stessa corrente debbano rilasciare dichiarazioni rispetto alla loro ideologia e alla loro posizione, quasi per differenziarsi dagli altri (dello stesso gruppo). E non le manda di certo a dire Sepúlveda, meravigliandosi che un leader che si candida per guidare il paese citi come proprio modello ispiratore papa Giovanni.
Conclude con un messaggio di speranza: "Dobbiamo opporre a questo stato di cose una resistenza creativa e forse l'utopia di un'Europa unita, l'unica che ci resta, potrà finalmente diventare realtà".
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